Le fave e lardo o fai e laldu

Una pietanza da gustare con il vento che scompiglia gli alberi, portando dietro i suoni della festa, le voci dei bambini e le maschere colorate del Carnevale sardo. Fai e laldu, fave e lardo: un piatto povero che veniva preparato dai pastori e dai contadini con ciò che si trovava nelle dispense, frutto del lavoro di intere stagioni. Le fave dell’orto e il lardo del sempre generoso maiale, contribuivano a creare allegria nelle tavole come nelle piazze, nelle fredde giornate del martedì e del giovedì grasso. A riscaldare i pranzi comunitari nelle campagne galluresi, un buon vino rosso per tutti.
Fai e laldu è un piatto semplice che si fa portatore di buon auspicio, dando il benvenuto alla primavera, nella speranza di un raccolto sempre più prosperoso. Una variante di questo piatto, tipica dei nostri nonni budonesi, era la Fai oglia, ossia le fave con la buccia. In una pentola capiente si facevano bollire le fave intere, ancora avvolte dalla buccia, e a seguire si aggiungevano il lardo ben pestato o in alternativa dei pezzi di salsiccia, le cipolle, il finocchietto selvatico e il sale. Un piatto da sempre considerato “povero”, è in realtà una pietanza ricca di sapori e tradizioni.

Ricetta

Come si prepara fave e lardo a Budoni:

  • Fave
  • Lardo
  • Cipolla
  • Cavolo verza
  • Finocchietto selvatico
  • Sale

Procedimento:

Per preparare la fai e laldu dovete prima di tutto mettere a bagno le fave dalla sera prima. La mattina, possibilmente presto, mettete in una pentola capiente e colma d’acqua tiepida le fave e dopo che si saranno ammorbidite un po’, aggiungete il lardo, il cavolo verza, la cipolla, il sale e il finocchietto selvatico. Fate bollire per alcune ore, almeno due, e quando saranno pronte lasciate riposare il tutto per qualche minuto, prima di servirlo a tavola.